Recupero crediti aziendali: come funziona e quanto costa

Chi deve recuperare delle fatture insolute può trovare sulla rete decine di siti di società di recupero crediti e di avvocati che offrono all’imprenditore le più svariate soluzioni. Per orientarsi in questo mare di proposte ho pensato che potesse esserti utile una guida completa, chiara e semplice per capire il recupero crediti aziendali come funziona e quanto costa.
Cosa leggerai:

  • Cos’è il recupero crediti aziendali
  • Differenza tra recupero crediti stragiudiziale e recupero crediti giudiziale
  • Recupero crediti stragiudiziale. Perché si e perché no
  • L’iter del recupero crediti giudiziale
  • Quanto costa il recupero crediti giudiziale
  • Quando conviene il recupero crediti giudiziale
  • Come gestire le fatture di piccolo importo
  • Come scegliere il professionista del recupero crediti giusto per te

Cos’è il recupero crediti aziendali


Il credito commerciale può essere definito come un prestito a breve termine concesso da un’impresa (fornitore) ad un’altra impresa o consumatore (cliente).
I motivi per cui il fornitore è disposto a privarsi di un flusso di liquidità immediata sono sostanzialmente 3:

  • Per adeguarsi agli usi di un determinato mercato
  • Per acquisire un nuovo cliente o entrare in un nuovo mercato
  • Per mantenere saldo il rapporto commerciale con un cliente già fidelizzato


Quello sopra descritto è il contesto fisiologico nel quale è possibile inquadrare il credito commerciale.
Il credito commerciale diventa patologico nel momento in cui il cliente non rispetta gli accordi presi e ritarda il saldo delle fatture andando oltre i termini concessi dal fornitore.
Il recupero crediti aziendali, quindi, è il rimedio contro il cliente insolvente e può essere definito come il processo imprenditoriale diretto ad ottenere l’incasso di fatture insolute mediante l’utilizzo di risorse interne o a professionisti esterni.

E come ogni processo imprenditoriale deve essere gestito con una adeguata pianificazione e con strumenti idonei proprio perché non diventi un problema serio che può mettere in crisi la stabilità finanziaria della società.
Adesso, però, vediamo nello specifico il recupero crediti aziendali come funziona e quanto costa.

Differenza tra recupero crediti stragiudiziale e recupero crediti giudiziale


Il recupero crediti può essere attuato con procedure di natura stragiudiziale o giudiziale.
Il recupero crediti stragiudiziale
Il recupero crediti stragiudiziale (o extragiudiziale) è l’insieme di attività dirette a stimolare l’adempimento spontaneo del debitore senza ricorrere e procedure legali. Può avvenire sfruttando le risorse interne all’azienda o avvalendosi di professionisti esterni (outsourcing).
Il recupero crediti stragiudiziale, quindi, presuppone di stabilire con il debitore un contatto (telefonico, scritto, o di persona) con lo scopo di avviare una trattativa finalizzata ad ottenere il pagamento delle fatture insolute o per rinegoziare i termini di pagamento. Fortunatamente nella maggior parte dei casi la trattativa con il cliente moroso è molto semplice e spedita. La faccenda, invece, si complica quando il debitore lamenta problemi di liquidità o quando solleva contestazioni sulla fornitura di merce o sul servizio erogato dal fornitore.
Per gestire con successo una trattativa con un debitore “difficile” non occorre essere avvocati o psicologi, ma sono necessarie alcune basilari competenze di carattere giuridico e psicologico.

La cosa più importante in assoluto, tuttavia, è possedere buone doti comunicative ed avere un approccio sereno e propositivo. In questo articolo parlo dei tre errori più frequenti che si possono fare quando si parla con il debitore durante il recupero crediti aziendali e che mettono in serio pericolo il buon esito della trattativa.
Ma in alcuni casi il debitore non si fa trovare rendendo di fatto impossibile una negoziazione del credito.
Si tratta di un ulteriore aspetto che merita di essere esaminato nel dettaglio anche per capire quando il cliente sta solo “giocando a nascondino” e quando è diventato davvero irreperibile.
Tornerò nei prossimi articoli di questo blog a trattare in modo più approfondito questi aspetti, in particolare di come gestire le contestazioni del debitore e di cosa fare quando il debitore non si fa trovare.

Il recupero crediti giudiziale

Il recupero giudiziale, al contrario, avviene mediante una procedura giudiziale e per legge può essere svolto esclusivamente da avvocati regolarmente abilitati.

Per dare corso ad una procedura di recupero crediti giudiziale, al contrario, sarà sufficiente disporre di tutta la documentazione richiesta dalla Legge per dare prova dell’esigibilità del credito.

A seconda dei casi e del tipo di procedura legale che si intende attivare occorrerà disporre di:

  • copia delle fatture e degli eventuali d.d.t.;
  • copia contratto e/o ordine o preventivo accettato dal cliente;
  • estratto autenticato dei registri Iva;
  • scambio di corrispondenza (anche via e-mail) con il debitore;


In pratica, quindi, il recupero crediti giudiziale, non richiede particolari abilità di negoziazione.
Anzi, a ben vedere, il ricorso al recupero del credito in sede giudiziaria rappresenta quasi sempre la naturale conseguenza di una trattativa fallita con il debitore in sede stragiudiziale.

Per completezza, però, occorre anche ammettere che in molti casi l’azione legale di recupero crediti aziendali può essere lo strumento per indurre il debitore a trattare a condizioni più vantaggiose per il fornitore.

Recupero crediti stragiudiziale. Perché si e perché no


Il recupero stragiudiziale del credito per le PMI ha degli innegabili vantaggi rispetto all’azione legale recupero crediti, tuttavia ci sono anche delle controindicazioni.
Recupero crediti stragiudiziale. Perché si.

  • è meno costoso rispetto all’azione legale;
  • è tendenzialmente più veloce di una procedura giudiziaria;
  • può essere svolto da risorse interne all’azienda
  • aumenta le possibilità di mantenere il rapporto commerciale con il cliente-debitore
  • può essere utile per capire se il debitore non può pagare oppure se il debitore non vuole pagare


Recupero crediti stragiudiziale. Perché no.
è meno efficace quando il debitore si rifiuta di pagare;

  • è più difficile da fare perché richiede capacità di negoziazione che non tutti
  • possiedono
  • se non viene fatto nel modo corretto può compromettere il buon esito del
  • recupero crediti;
  • potrebbe non essere idonea a defiscalizzare il credito.


Meglio il recupero crediti stragiudiziale o il giudiziale?


Per poter dire se è meglio il recupero stragiudiziale o quello giudiziale occorre esaminare, di volta in volta, quale sia la soluzione migliore per il caso specifico.
I vantaggi offerti dalla procedura bonaria di recupero crediti stragiudiziale sono indubbiamente maggiori rispetto all’azione legale di recupero crediti.

Quindi suggerirei in linea generale di iniziare con il recupero crediti stragiudiziale, se non altro perché questa ci permette di comprendere quali siano i motivi del mancato pagamento e quali saranno le
possibili mosse del debitore.
Tuttavia, come di seguito vedremo, ci sono casi in cui la procedura di recupero crediti giudiziale non solo è la strada migliore da percorrere, ma addirittura anche l’unica possibile.

L’iter del recupero crediti giudiziale


Il mio scopo è quello di farti capire davvero il recupero crediti aziendali come funziona. Per farlo ho bisogno di darti alcuni concetti tecnici, ma cercherò di farlo nel modo più semplice possibile perché siano di facile comprensione per tutti.
Per prima cosa occorre avere a disposizione, come ho già detto, tutta la documentazione idonea a fornire la piena prova del credito vantato per consentire all’avvocato di valutare la strada migliore da percorrere.
Ottenere la condanna al pagamento
L’avvocato recupero crediti si occuperà di predisporre il ricorso o l’atto di citazione necessari affinché il Giudice emetta un provvedimento che obblighi il debitore a pagare quanto dovuto al fornitore.
Nella maggior parte dei casi il provvedimento del Giudice sarà un decreto ingiuntivo o una sentenza civile di condanna al pagamento. Ci sono anche altri modi con i quali si può ottenere un ordine di pagamento del Giudice, ma questi due sono i più frequenti e conosciuti.
Una volta notificato il decreto ingiuntivo o la sentenza di condanna, il debitore può decidere se pagare spontaneamente o se continuare a non pagare.

Naturalmente ci sono anche altre possibilità, prima fra tutte quella di fare opposizione a decreto ingiuntivo, ma per il momento non ci occuperemo di questa eventualità.
Sia però ben chiara una cosa: la legge non consente al debitore la facoltà di scegliere se pagare o non pagare. Non dimentichiamo che c’è un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria che gli impone di pagare.
Ciò nonostante resta il fatto che la maggior parte dei debitori non paga neppure se c’è un ordine del Giudice che lo obbliga a pagare.

Titolo esecutivo, atto di precetto e pignoramento
E’ in questo caso che diventa necessario passare alle “maniere forti” mediante la fase
esecutiva del pignoramento. Per procedere con il pignoramento occorre essere muniti di un titolo esecutivo, vale a dire di un titolo che permette al creditore di rivolgersi all’Ufficiale Giudiziario per chiedere che i beni ed i crediti vengano pignorati.
Per poter chiedere all’Ufficiale Giudiziario di procedere con il pignoramento occorre aver notificato al debitore l’atto di precetto, che è un atto nel quale si intima al debitore di pagare
quanto dovuto entro il termine di 10 giorni dalla notifica, avvisandolo che, in caso di mancato pagamento, si procederà con l’esecuzione forzata.
Il pignoramento non significa che il creditore si appropria dei beni del debitore, anche se questa può essere una soluzione alternativa quando non si trovano acquirenti disposti ad
acquistare all’asta i beni del debitore sottoposto ad esecuzione.
Il pignoramento rappresenta la possibilità per il creditore di chiedere all’Ufficiale Giudiziario di porre un vincolo di indisponibilità sui beni del debitore affinché essi vengano venduti
all’asta e, con i soldi ricavati dall’asta, soddisfare il proprio credito.


Il pignoramento può essere di varia natura:

  • pignoramento di beni mobili (denaro, opere d’arte, vetture, imbarcazioni ecc.);
  • pignoramento di beni immobili (fabbricati e terreni);
  • pignoramento di crediti (conti correnti e stipendio);
  • pignoramento di quote societarie


I possibili esiti del pignoramento
In modo estremamente sintetico il pignoramento può avere 3 diversi esiti:

  1. Il pignoramento va a buon fine nel senso che i beni o i crediti del debitore sono
    sufficienti a coprire per intero il credito del fornitore (che si compone di capitale,
    interessi e spese legali). Quindi la procedura di esecuzione forzata si estingue.
  2. Non ci sono (o non si trovano) beni o crediti del debitore da pignorare, per cui il
    pignoramento è negativo.
  3. Il pignoramento è positivo, nel senso che vengono pignorati beni e/o crediti del
    debitore ma questi non sono capienti o lo sono solo in parte.
    Questa situazione può verificarsi quando:
    – il denaro realizzato dalla vendita di beni mobili o immobili, o le somme trovate
    sul conto corrente del debitore, non bastano a soddisfare le ragioni del
    creditore;
    – quando ci sono altri creditori che partecipano alla distribuzione delle somme
    ricavate dal pignoramento, ed eventualmente sono garantiti da ipoteca,
    pegno o privilegio.

Che cosa fare se il pignoramento è stato infruttuoso
Che cosa può fare il creditore che a seguito del pignoramento non abbia ottenuto (in tutto o in parte) il pagamento del proprio credito? Le soluzioni possibili sono diverse e variano da caso a caso. Non è possibile fare qui una disamina approfondita di tutte le fattispecie. In estrema sintesi il creditore non soddisfatto dalla procedura esecutiva può scegliere di:
– portare a perdita il credito per ottenere i relativi benefici fiscali
– ricercare altri beni o crediti del debitore
– restare in attesa e tentare in seguito un nuovo pignoramento
– proporre istanza di fallimento del debitore se ne ricorrono i presupposti di Legge
La scelta tra una, o l’altra, di queste soluzioni dipende dalla situazione concreta che si pone di fronte al creditore.
Ad esempio, se un credito è di importo modesto, potrebbe essere consigliato di metterlo “a perdite”. In caso contrario potrebbe essere profittevole investire qualche centinaio di euro per eseguire delle ricerche più approfondite sul patrimonio del debitore. eventualmente anche attraverso una interrogazione all’anagrafe tributaria.
In altri casi l’istanza di fallimento, sebbene non sia propriamente uno strumento specifico del recupero crediti aziendale, si potrebbe rivelare utile per porre il debitore di fronte allo scenario di un possibile fallimento e indurlo ad avanzare una proposta di pagamento.

Quanto costa il recupero crediti giudiziale


Uno degli aspetti critici del recupero crediti giudiziali è rappresentato dai costi dell’azione legale. Le spese processuali sono a carico del debitore

Prima di capire quanto costa il recupero crediti giudiziale occorre fare una premessa. Deve essere chiaro, infatti, che in linea teorica tutti i costi sostenuti dal creditore per il recupero crediti giudiziale sono a carico del debitore.
L’art. 91 del codice di procedura civile stabilisce che la parte che perde la causa è tenuta a rimborsare la parte vittoriosa di tutte le spese.
Questa regola, nota come principio di soccombenza, comporta che nel decreto ingiuntivo, o nella sentenza, il Giudice dovrà determinare le spese ed i compensi che il debitore avrà l’obbligo di rifondere al creditore insieme al capitale e agli interessi.
Il principio di soccombenza, tuttavia, potrebbe rivelarsi solo teorico se il debitore non vuole o non può pagare.
In tal caso le spese della procedura di recupero crediti restano a carico del creditore. Naturalmente, quando il debitore soccombente non vuole pagare, l’azienda creditrice può tentare un pignoramento, come abbiamo visto nel paragrafo precedente. Ma non è detto che il pignoramento dei beni del debitore sia sempre fruttuoso.
In ogni caso, per tentare un pignoramento occorre che l’impresa creditrice affronti ulteriori spese.
Tutto questo fa si che molte piccole o micro-imprese siano poco inclini ad affrontare il recupero crediti giudiziale nel timore di dover sostenere costi elevati senza alcuna garanzia di successo.
Vediamo, in concreto, quali sono i costi che l’impresa deve sostenere per l’azione legale di recupero crediti e che si possono suddividere in due categorie.
I costi della procedura
Innanzitutto ci sono i costi della procedura che l’impresa deve mettere in preventivo per lo svolgimento dell’azione davanti all’Autorità Giudiziaria e che variano a seconda del valore, della durata e del grado di complessità del processo.
Possiamo suddividerli, a loro volta, in due ulteriori sotto-categorie
– Le spese vive come il contributo unificato per le spese di giustizia i diritti di
cancelleria per le copie, i costi di notifica e, soprattutto i costi dell’imposta di
registrazione.

Trovi qui la tabella del contributo unificato.
– A tutti questi costi, che possono oscillare, a seconda dei casi, da poche decine a varie centinaia di euro, si devono poi aggiungere i compensi del legale. Agli avvocati, per ragioni di ordine deontologico, è fatto divieto di svolgere gratuitamente la loro prestazione professionale. Pertanto l’avvocato avrà l’obbligo (per legge) di sottoporre al proprio cliente un preventivo di massima in modo da permettere a quest’ultimo di valutare quanto andrà a spendere. Anche i compensi del legale, come le spese vive, variano a seconda del valore del credito, della durata della procedura e del grado di difficoltà della stessa. Per avere un orientamento sulle tariffe applicate dagli avvocati puoi consultare questo articolo.
I costi imprenditoriali
Oltre ai costi puri che sopra ho elencato ci sono da considerare anche i costi imprenditoriali che a loro volta possono essere suddivisi in altre 3 sottocategorie:
– Incertezza sull’esito della procedura;
– Incertezza sui tempi di riscossione del credito;
– perdita commerciale
Si tratta di costi occulti ma pur sempre di costi che devono essere presi in considerazione quando l’impresa decide di attivare una procedura di recupero crediti giudiziale.
Le valutazioni che l’imprenditore deve fare sono molteplici:
– Quali sono le reali possibilità di recupero del credito?
– In quanto tempo è ipotizzabile riuscire a recuperare il credito?
– Qual è l’attuale situazione patrimoniale del debitore e quale potrebbe essere nel
prossimo futuro?
– Quali sono i costi certi ed i costi variabili che dovrà sostenere l’azienda?
– Qual è il rapporto costi/benefici di un’azione legale in base al valore delle fatture
insolute?
– Quali ripercussioni negative potrebbe avere la procedura legale sotto il profilo
commerciale?
La consulenza di un avvocato recupero crediti esperto può essere di grande aiuto nel
risolvere tutti questi quesiti ed aiutare l’imprenditore a scegliere la soluzione migliore nel
caso specifico.

Quanto conviene il recupero crediti giudiziale


Abbiamo visto quali sono i costi di procedura ed i costi imprenditoriali dell’azione legale di recupero crediti.
La domanda che l’imprenditore mi pone quando il recupero crediti stragiudiziale non ha portato i risultati sperati è più o meno sempre la stessa: “mi conviene fare un’azione legale di recupero crediti, o sarò costretto a pagare un sacco di soldi per nulla?
Mi trovo praticamente ogni giorno a dover consigliare i clienti sulla scelta di attivare o non attivare una procedura legale di recupero crediti. E non è mai un consiglio semplice da dare.

Nessuno può garantire con assoluta certezza quale sia la strada migliore da seguire nel caso concreto.
Ciò nonostante, grazie alla mia lunga esperienza al fianco delle piccole e medie imprese come avvocato recupero crediti, ho individuato almeno 4 situazioni-tipo nelle quali la procedura di recupero crediti giudiziale è altamente consigliabile.
Crediti di importo rilevante
Se le fatture che devi incassare sono di importo elevato, l’azione legale diventa una strada
praticamente obbligata.
La tua azienda non può permettersi di rinunciare al recupero del credito anche se le
possibilità di recupero appaiono piuttosto scarse.
Questo per 2 fondamentali motivi:
– Innanzitutto perché nessuno parte sconfitto in partenza, quindi giocati le tue carte
e prova a recuperare il tuo credito, se non per intero almeno in parte;
– se non ti attivi per il recupero del credito corri il serio rischio di esporre la tua persona
a responsabilità di varia natura, ad esempio una possibile azione di responsabilità
come amministratore che potrebbe avere gravi ricadute anche sul tuo patrimonio
personale.
L’unico caso in cui di fronte ad un credito importante puoi evitare l’azione legale è quando sei a conoscenza che il debitore stia presentando un concordato preventivo o sia stato attinto da una o più istanze di fallimento. In questi casi ti conviene attendere gli eventi per evitare di buttare soldi in azioni legali che verrebbero poi bloccate dalla procedura concordataria o fallimentare.
Piani di rientro non onorati
Non di rado la trattativa stragiudiziale con il debitore potrebbe aver portato quest’ultimo a riconoscere il proprio debito e a sottoscrivere un piano di rientro. Quando il piano di rientro non viene rispettato il creditore può inviare una intimazione di pagamento al debitore invitandolo a provvedere all’intero saldo di quanto dovuto al netto degli eventuali acconti versati. In gergo tecnico è quella che si chiama decadenza dal beneficio del termine.
Quando il debitore non onora il piano di pagamenti concordato con il debitore è possibile fare due cose: rinegoziare il piano, eventualmente abbassando la rata mensile, oppure procedere immediatamente attraverso il rilascio di un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo.
Esito positivo delle informazioni commerciali e patrimoniali
Di regola, prima di affrontare un’azione legale per il recupero di fatture non pagate, è consigliabile eseguire un’indagine patrimoniale sul debitore per individuare la sua effettiva
solvibilità.

Le indagini patrimoniali serie, tuttavia, non sono a buon mercato ed è comprensibile che il più delle volte l’imprenditore, se il credito da recuperare non è molto elevato, preferisca farne a meno.
In tali casi può essere utile disporre di un valido fornitore di informazioni commerciali che
possa
Necessità di defiscalizzare il credito
L’art. 101 del T.U. delle Imposte sui Redditi stabilisce che le perdite su crediti, la cui inesigibilità si è già manifestata, sono deducibili se la perdita risulta da elementi certi e precisi (ad esempio un verbale di pignoramento negativo). Quando ricorrono i suddetti elementi il creditore è liberato dall’onere di provare la certezza e l’entità della perdita.
Tradotto in termini pratici, per evitare che l’Amministrazione Finanziaria contesti la deducibilità fiscale del credito messo a perdita, occorre che vi sia la prova della inesigibilità del credito stesso.
Se il credito è superiore a € 2.500,00 (oppure a € 5.000,00 se si tratta di società con volume d’affari non inferiori a 100 milioni di euro all’anno) occorrerà, quindi, avere un verbale di pignoramento negativo o altro elemento dal quale possa evidenziarsi in modo inoppugnabile
che il credito è inesigibile.

Come gestire le fatture di piccolo importo


Quando l’impresa si trova a dover decidere se tentare il recupero di fatture di poco valore, il più delle volte decide di lasciar perdere e di passare a perdita il credito. Si tratta di una scelta per certi versi comprensibile ma che, per i motivi che dirò tra poco non
condivido dl tutto.
Perché è importante gestire anche i crediti commerciali di piccolo importo
– Il primo motivo per cui vale la pena gestire con cura anche le fatture di piccolo importo è anche il più banale. Perché possono portare della liquidità aggiuntiva in cassa che è sempre utile, magari per pagare le scadenze di fine mese con maggiore serenità. In uno dei prossimi articoli su questo blog ti racconterò la storia di un mio cliente, Alberto, e di come ha recuperato i suoi micro-crediti senza anticipare
neppure un centesimo;
– Il secondo motivo per cui è importante recuperare i micro-crediti è quello di ottenere il rispetto dei clienti. Se la tua azienda è reattiva anche sul recupero delle fatture di poche centinaia di euro darà di sé stessa un’immagine di professionalità e di organizzazione e questo sarà percepito anche dai tuoi clienti. Maggiore rispetto significherà anche maggiore attenzione dei tuoi clienti nel rispettare gli accordi
commerciali presi.


Come recuperare i crediti di piccolo importo senza spese


Per poter gestire in modo profittevole il recupero crediti di piccoli importi occorre che questa attività venga affidata a professionisti esterni in grado di garantirti, con un contratto scritto, che non dovrai mai spendere più di quanto incassi.

Individua il professionista del recupero crediti adatto alle tue necessità e assicurati che sia specializzato nel recupero crediti piccoli importi per le imprese.

Come scegliere il professionista del recupero crediti giusto per te


Arrivati a questo punto non mi rimane che darti qualche suggerimento pratico per orientarti sulla scelta del recupero crediti adatto alla tua azienda.
Per facilitarti il compito ho messo giù una scaletta di domande alle quali dovrai darti una risposta prima di affidare le tue pratiche di recupero crediti:
Posso davvero fidarmi?
Innanzitutto affidati a chi ti ispira fiducia. La fiducia del cliente è una cosa che il professionista deve guadagnare con i fatti.
Per fortuna, al giorno d’oggi, la rete ci offre dei validi strumenti per farsi un’idea di massima su chi abbiamo a che fare. Un sito internet curato ed aggiornato, con contenuti utili e di valore rappresentano già un buon biglietto da visita. Ti consiglio anche di leggere le recensioni per avere una riprova sociale adeguata.
Ma la cosa migliore è chiedere una consulenza gratuita e parlare di persona con chi seguirà le tue pratiche. Solo così potrai capire davvero se si tratta di un professionista esperto ed autorevole.
Sono specializzati nel recupero crediti per aziende?
Non so te, ma io quando cerco in rete la soluzione ad una mia necessità scelgo sempre chi è specializzato in quel determinato settore.
La crisi economica degli ultimi anni ha spinto molte aziende ad inserire nel proprio “catalogo” anche il recupero crediti. Così si trovano società che fanno di tutto un po’: dall’anatocismo bancario alle informazioni commerciali, dalla ristrutturazione dei debiti al marketing. E che tra i vari servizi, hanno inserito anche il recupero crediti.
Probabilmente molte di esse sono società serie, ma non hanno quel grado di specializzazione di chi fa solo ed esclusivamente recupero crediti per aziende, artigiani e
professionisti.
Lo stesso discorso vale per gli avvocati generalisti.

Sicuramente il tuo avvocato di fiducia è serio e preparato ma sei sicuro che sia davvero specializzato nel recupero crediti aziendale? Se si occupa anche di altre cose come diritto di famiglia, condominio e cause civili di vario genere, può darsi che non possa dedicarsi esclusivamente alla cura delle tue pratiche di recupero crediti.
Quante pratiche devo affidare al recupero crediti?

Nel mercato del recupero crediti per aziende ci sono una miriade di piccoli “service” spesso disorganizzati e, talvolta, purtroppo, privi anche delle licenze necessarie per svolgere
l’attività di recupero crediti.
Fai molta attenzione prima di affidarti a questi soggetti.
Ma ci sono anche grandi società di recupero crediti, molto ben strutturate ed organizzate. Si tratta di società che hanno un Codice Etico e che non possono permettersi cattiva
pubblicità perché i loro clienti sono banche, grosse società finanziarie e di leasing,
compagnie energetiche e telefoniche ed altre big company.
Di queste società puoi fidarti sicuramente ma la questione è un’altra: sei sicuro che la tua azienda sia interessante per loro?
Si tratta di società che sono organizzate per gestire enormi volumi di pratiche con processi
industriali che mal si adattano alla PMI o all’artigiano che può affidare poche pratiche all’anno. Tanto più se sono di importo modesto.
Valuta con molta attenzione quante pratiche prevedi di affidare al recupero crediti anche quando ti viene proposto di sottoscrivere un abbonamento prepagato “a scalare”.
Quali garanzie mi vengono date sui tempi di recupero?
Quando ti affidi ad un avvocato per recuperare delle fatture insolute vorresti avere un’idea di massima di quanto tempo dovrai attendere per recuperare il tuo credito. Nessuno può darti delle certezze da questo punto di vista perché le variabili di ogni singolo caso sono spesso imprevedibili.
Talvolta un credito che si ritiene irrecuperabile viene incassato nel giro di pochi giorni, altre
volte, purtroppo, capita l’esatto contrario.
Ma esistono alcuni parametri che possono fornire elementi utili per dare una stima
abbastanza attendibile sui tempi di incasso, ad esempio la zona geografica dove ha sede il
debitore, il settore merceologico, la tipologia di impresa (ditta individuale, cooperativa,
società di persone, srl, Spa).
In ogni caso è importante che nel contratto che andrai a firmare con il professionista del
recupero crediti siano indicati in modo chiaro i tempi di lavorazione delle pratiche in modo
che tu possa essere sempre al corrente dello stato di avanzamento della procedura di
recupero crediti.
Chi mi risponderà quando avrò bisogno di consulenza?
Il titolare di impresa artigiana o di PMI che ha affidato le proprie fatture insolute al recupero crediti, si attende anche un certo grado di consulenza dal professionista.
Una domanda di consulenza molto frequente, come abbiamo già detto, riguarda la valutazione sull’opportunità/convenienza di un’azione legale di recupero crediti.

Nelle società di recupero crediti, strutturate o meno che siano, è molto difficile che tu possa avere questo tipo di risposte che solo un avvocato recupero crediti specializzato può darti.
Come avrò aggiornamenti sullo stato delle mie pratiche?
L’aggiornamento sullo stato di lavorazione delle tue pratiche è una delle cose che ritengo più importanti in un’ottica di trasparenza tra cliente e fornitore.
Permettere all’imprenditore di verificare in remoto ed in qualsiasi momento a che punto sono le proprie pratiche è indice di professionalità e di trasparenza.
Inoltre rende il lavoro di tutti più snello e permette di risparmiare molto tempo. Quindi pretendi di lavorare solo chi ti permette di accedere liberamente ad una piattaforma
dalla quale monitorare in autonomia ciò che il tuo professionista del recupero crediti sta
facendo.
Quali costi dovrò sostenere?
Leggi attentamente il contratto che il recupero crediti ti sottopone e verifica con esattezza i costi che dovrai sostenere sia in caso di esito negativo che di esito positivo dell’azione di
recupero.
Se ci sono cose che ti sembrano poco chiare non esitare mai a chiedere maggiori informazioni sui costi che dovrai affrontare.
A titolo puramente informativo sappi che oggi ci sono realtà, e Recupero Subito è una di queste, che ti permettono di recuperare i tuoi crediti a costo zero sia nel caso di esito
negativo che di incasso che va a buon fine. Hai bisogno di un professionista del recupero crediti per aziende?
Fissa la tua consulenza gratuita qui sotto